Catmageddon
Catmageddon
Intro. Una chiave per comprendere
Un cane incontra un umano e pensa: “Questo essere umano mi ha dato una casa, mi da da mangiare e si prende cura di me, deve essere Dio”.
Un Gatto incontra un umano e pensa: “Questo essere umano mi ha dato una casa, mi da da mangiare e si prende cura di me, devo essere Dio”.
E se non c’è nulla di Wild?
Sei un fotografo Wildlife, ti trovi per qualche giorno in una bellissima città come Tbilisi, Georgia, ma presto realizzi che non c’è Wildlife da fotografare. E quindi cosa fai?
Tbilisi è una città meravigliosa incastonata nel cuore del Caucaso, la Georgia una terra con una grande storia, cultura, arte, inclusività, un territorio ricco di natura e un’atmosfera che ti fa sentire a casa anche se sei straniero. Un popolo gentile, accogliente e orgoglioso della propria terra, una cucina straordinaria con piatti iconici che sono, da quando li ho scoperti tanti anni fa, tra i miei preferiti in assoluto. La Georgia rimane una perla poco conosciuta in questo mondo fatto di turismo imitativo, dove la maggioranza delle persone va in un posto solo perché altri vanno in quel posto, incapaci di guardare oltre i luoghi comuni. La Georgia e Tbilisi non sono così, per fortuna non lo sono e spero non lo diventeranno mai, meta del turismo di massa.
Ma non siamo qui per parlare di questo, ma per parlare di un altro aspetto meraviglioso della Capitale Georgiana, la presenza di una quantità notevole di cani e gatti randagi. Ma non randagi come pensate voi in modo negativo, ma al contrario, positivo. Cani tutti con chip alle orecchie, aiutati e accuditi dalla popolazione anche se randagi. Gatti ovunque, tanti gatti, anche senza raggiungere gli inarrivabili livelli di “Catification” di Istanbul, ma abbastanza da poter affermare che Tbilisi è una città a misura di Gatto.
Inventalo. Catmageddon.
Proprio così, anche se ti trovi in un luogo dove hai tanto da vedere e fotografare, non è detto che tu non possa trovare ugualmente qualcosa di “wild”. Nasce così “Catmageddon”, un tributo a Tbilisi ed ai suoi numerosi e bellissimi felini.
Ma facciamo un passo indietro. Molto indietro. La storia di come i Gatti sono diventati quello che sono forse molti di voi la conoscono già, ma per chi ancora non la conoscesse partiamo con una notizia shock: i gatti non sono nati sul divano, in un appartamento, ma nel cuore selvaggio del pianeta, milioni di anni fa. Selvaggi, come tutti gli animali. Lo so che potrebbe farvi sorridere, ma persino mucche, galline e pesci rossi non sono comparsi all’improvviso in una Fattoria o in un Pet Shop, ma sono stati trasformati in quello che sono dall’evoluzione e dall’uomo, che li ha trasformati per necessità, utilità o diletto, in quello che ora i vostri occhi possono vedere.
Appartenente all’Ordine Carnivora, famiglia Felidae; famiglia comparsa più o meno tra i 12 e i 15 milioni di anni fa (e che a sua volta comprende le otto linee evolutive principali in cui vengono classificati tutti i felini), il Gatto domestico per come lo conosciamo oggi è l’evoluzione di un felino selvatico di origine africana (Felis Silvestris Libyca), il cui processo evolutivo è iniziato circa 6 milioni di anni fa.
Ma risaliamo sulla macchina del tempo e torniamo a circa 30 Milioni di anni fa’, quando verosimilmente il primo membro della famiglia “Felidae” fece la sua comparsa sul pianeta nel corso dell’Oligocene (la terza e ultima epoca geologica del Paleogene). I primi “Gatti” avevano un corpo lungo e zampe più corte rispetto a quelli attuali, così come una differente dentatura, più primitiva e più adeguata a gestire i problemi di quei tempi. Probabilmente il più vicino alla forma dei gatti odierni è il “Pristifelis Attica”, un proto-micio vissuto circa 10 milioni di anni fa. Da questo antenato, da una steppa inospitale, da clima estremo e cataclismi, parte una storia che termina direttamente sul divano di casa vostra.
L’Uomo e il Gatto: quando un rapporto di convenienza diventa Amore.
Ma lasciamo la Preistoria e passiamo direttamente e senza una DeLorean a quando i Gatti hanno iniziato ad essere utili all’Uomo e l’Uomo ha iniziato ad essere utile ai Gatti. Ebbene si perché, chi ha un Gatto lo sa, non c’è sudditanza o cieca obbedienza in questi animali, ma parità, rispetto e reciproca collaborazione (anche se in molti casi ora siete voi ad essere gli inconsapevoli, e felici, schiavi del vostro gatto, e non il contrario).
Le prime tracce di contatto e l’inizio del lungo processo di domesticazione risalgono a circa 10.000/12.000 anni fa, in quello che noi attualmente chiamiamo “Medio Oriente”. Con lo sviluppo di caccia e agricoltura, la nascita e la crescita dei primi insediamenti umani, sono iniziati i primi problemi di convivenza con un’altra specie invasiva quanto, se non più di noi: i topi. Il sempre maggior numero di roditori ha attirato un sempre maggiore numero degli antenati del moderno Gatto, il Gatto Selvatico Africano, un piccolo felino dall’indole solitaria, dal manto striato e con grandi abilità di cacciatore, che ha iniziato a frequentare spontaneamente gli insediamenti umani. Questi piccoli predatori trovavano, grazie alla nostra presenza, numerose prede a disposizione senza dover faticare più d tanto. Diciamo che è iniziata così, come un “servizio di derattizzazione a domicilio”, che poi si è spostato in agglomerati sempre più grandi, poi nei palazzi, sulle navi, nelle Corti Reali e così via, portando la diffusione dei Gatti ovunque.
I Gatti subirono quindi un fenomeno di urbanizzazione e domesticazione, fino a diventare in tempi anche relativamente brevi, delle vere e proprie divinità. Forse L’antico Egitto è, nell’antichità, e prima dei tempi moderni, la migliore evidenza della simbiosi “Gatto-Uomo”, tanto stretta da portare fino all’identificare e raffigurare una Divinità Femminile, la Dea Bastet, protettrice della musica e della fecondità, con le sembianze di un Gatto.
Oggi, nel 2025, i Gatti vivono con noi, facendoci credere di avere il controllo ma, a differenza di tutti gli altri animali che hanno subito una domesticazione (in primis i cani, che sono invece totalmente dipendenti dall’uomo) la loro indole “wild”, le capacità di adattamento e il loro indomabile spirito di indipendenza, sono gli stessi che i loro antenati avevano 10.000 anni fa, quando per la prima volta incontrarono l’uomo e guardandolo negli occhi pensarono “ok, ma sia chiaro che qui comando io”.
Buon Catmageddon a tutti.
(Questa raccolta di 30 immagini è stata realizzata a Tbilisi, Georgia, tra il 3 e il 4 gennaio 2025. Quasi tutti i soggetti sono ritratti in due scatti, a parte alcune eccezioni in cui lo scatto è singolo, e uno che ha tre ritratti. Le foto sono in ordine cronologico)
